L’Europa vuole rafforzare la propria industria privilegiando produzioni e filiere più vicine e più affini sia sul piano economico che geopolitico. Ma sul significato di “Made in Europe” emergono visioni diverse.
La Francia spinge per una preferenza più strettamente europea, legata alla produzione nel continente. La Germania propone invece un “Made with Europe”, più vicino alla logica del friend-shoring: una rete aperta anche a fornitori non UE, purché strategicamente allineati. La Spagna cerca invece una soluzione intermedia.
Il nodo non riguarda quindi solo la questione produttiva, ma quali Paesi e fornitori l’Europa vuole far entrare nella propria sfera industriale.
Per le imprese si traduce in possibili cambiamenti: revisione dei fornitori, requisiti di origine e potenziale modifica di barriere tariffarie e non tariffarie.
Inoltre una maggiore convenienza a produrre o assemblare all’interno dell’area europea. La geopolitica incide sempre più direttamente sulla politica industriale europea.